Istituire una no-fly zone in Siria
05/06/2013
Diversi paesi hanno fatto la proposta di istituire una no-fly zone in Siria per fermare le atrocità commesse quotidianamente dalle forze armate del presidente siriano Bashar Al-Assad.
"Il vantaggio, almeno, è che venga fermato l'uso degli aerei da parte del regime contro il proprio popolo", ha detto Ekmeleddin Ihsanoglu, segretario generale dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC), ha detto al Daily Beast.
"che naturalmente avrebbe anche degli effetti dal punto di vista militare", ha detto.
Più di 80.000 persone sono state uccise in due anni di scontri tra le forze di Assad e i combattenti dell'opposizione.
I combattimenti hanno costretto più di un milione di siriani ad abbandonare le proprie case per spostarsi verso i paesi limitrofi.
Il conflitto ha polarizzato la regione, che si è divisa con alcuni paesi che aiutano ad armare l'opposizione come la Turchia, l'Arabia Saudita e Qatar, e altri che sostengono il regime di Assad come l'Iran e l'Iraq.
Gli sforzi per risolvere il conflitto sono stati fin ora infruttuosi, diversi paesi hanno chiesto la creazione di una no-fly zone per bloccare gli attacchi contro i civili da parte delle forze di Assad.
"Dovremmo uscire dal circolo vizioso che stiamo vivendo fin dal primo giorno in cui la comunità internazionale ha avuto istruzioni su cosa deve fare e non deve fare", ha detto Ihsanoglu.
Il supporto OIC per l'istituzione di una no-fly zone in Siria dà un impulso agli sforzi per risolvere il conflitto che dura ormai da due anni nel paese arabo.
Nel 2011, l'OIC chiese una no-fly zone in Libia per fermare gli attacchi contro i civili da parte delle forze del deposto leader di Muammar Gheddafi.
Come risultato, si creò una coalizione multi-stato che venne formata per condurre la guerra contro le forze di Gheddafi, con la sua conseguente estromissione.
Lo Staff

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