lunedì 15 luglio 2013

Maturità, i figli degli stranieri conquistano i voti migliori

Maturità, i figli degli stranieri conquistano i voti migliori

15/07/2013

Dopo istituti tecnici e professionali, i «nuovi milanesi» brillano anche nei licei. I presidi:più motivati allo studio scrive oggi il corriere di Milano.

Borislava, Mohamed, Carlos, Linisha. Sui tabelloni della maturità brillano nomi non italiani. Sono gli immigrati di seconda generazione, i figli di genitori stranieri nati a Milano o arrivati in Italia da piccoli. Spesso sono loro ad aggiudicarsi il voto più alto della classe: il cento tondo tondo, oppure un 96, un 93, un 89. E il fenomeno non riguarda più solo le scuole con tanti iscritti di altri Paesi, come gli istituti tecnici e professionali. Sta approdando anche nei licei.

I CENTO - Uno dei cinque cento dell'Agnesi - indirizzo Scienze sociali - è andato a una romena, Cristina Matarcuta. Nella sezione linguistica del Virgilio due dei cinque cento sono di Danica Ana Averion, nata nelle Filippine, e Jasmine Nour. Stessi risultati allo scientifico Marconi: uno dei due voti massimi porta il nome di Dina Ahmed, nata in Egitto. «Abbiamo tanti ragazzi di origine straniera, alcuni davvero bravi» commenta la preside Loredana Roberta Cerutti.

«PIU' MOTIVATI» - «Molti di loro hanno una cultura dello studio superiore a quella dei ragazzi italiani, perché le famiglie inculcano un senso del dovere più profondo» aggiunge Giovanni Gaglio, dirigente dell'Agnesi. «I giovani di origine straniera sono più motivati: vivono la scuola come un luogo di promozione sociale, a differenza dei compagni italiani che sanno di poter usare altri canali per entrare nel mondo del lavoro» osserva Francesco La Teana, preside dell'istituto commerciale Schiaparelli. «Ma il vero punto - sottolinea Agostino Miele, dirigente del commerciale Moreschi - non è la competizione tra italiani e stranieri, è l'inclusione. Se la scuola fa bene il suo lavoro mette tutti nelle stesse condizioni: poi chi più corre prima arriva».

CINESI, SENEGALESI, ROMENI - In effetti al tecnico Feltrinelli gli iscritti stranieri corrono: tra gli studenti eccellenti premiati a fine anno si contano sempre più cinesi, singalesi, romeni. «La proporzione è di uno su quattro - spiega la dirigente Annamaria Indinimeo -. Ma per molti stranieri motivati, ce ne sono altrettanti che non hanno nemmeno voglia di imparare bene l'italiano: dipende dai caratteri dei singoli e dalle famiglie che hanno alle spalle».

RISPETTO - Per i presidi la presenza dei genitori conta molto: «Spesso non sanno l'italiano e non vengono ai colloqui, ma se ci tengono si vede: incoraggiano i ragazzi, pretendono risultati - raccontano dall'istituto Cattaneo -. Inoltre hanno un grande rispetto per gli insegnanti: li considerano delle guide, non dei soggetti da contestare come accade a volte tra le famiglie italiane». Oltre all'elenco delle eccellenze straniere si allunga quello dei bravissimi italiani: al classico Tito Livio sono arrivati quattro cento (ma anche due bocciati). E due voti alti ma «antipatici»: 99.

Lo Staff

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