Una milizia ebraica protegge le moschee in Inghilterra
03/07/2013
Dopo una serie di recenti attentati a Londra, gli attacchi islamofobi sono diventati frequenti in Inghilterra: aggressioni gratuite, profanazione delle moschee...ecc ecc, l'interna comunità musulmana convive costantemente con l'insicurezza.
In questo contesto difficile per i musulmani londinesi, un gruppo ebreo ha offerto il loro servizio di protezione per garantire la sicurezza nelle vicinanze delle moschee e dei quartieri musulmani.
Questa "forza di polizia ebraica" porta il nome di "Shomrim", ed è stata implementata con il Met, il cui scopo è quello di combattere atti antisemiti.
Questa iniziativa, ha con se dei forti valori, nel contesto della cooperazione tra le due comunità, avviata da un consigliere ebreo locale (Lib Dem) e dal fondatore del Forum ebraico-musulmano (Lan Sharer).
L'obiettivo è quello di rafforzare le relazioni tra le due parti, monitorando i quartieri e chiamando la polizia appena se ne presenta la necessità.
I volontari che compongono la milizia, si scambiano consigli anche con i residenti al fine di stabilire un rapporto di collaborazione a lungo termine.
Questa solidarietà scalda il cuore e dimostra che è possibile che gli ebrei e i musulmani possono convivere tranquillamente e con grande rispetto.
Sicuramente molto lontana dalla visione che si ha della milizia ebraica francese, conosciuta sotto il nome di LDJ (lega della difesa ebraica) che è più interessata ad attaccare "l'arabo" , piuttosto che a creare un rapporto fraterno.
È bene chiarire che questo LDJ è vietato in Israele come negli Stati Uniti, dove viene considerata come un'organizzazione terroristica... In Francia, la LDJ, gode di un immunità che gli offre la possibilità di attaccare i giovani musulmani di fronte alle telecamere in TV con il pretesto che sarebbero un pericolo per la comunità ebraica in Francia (dal momento che difendono la Palestina).
Nel paese dei diritti umani, il Presidente riconosce solo che l'islamofobia esiste e deve rispondere al crescente aumento di questi pensieri di odio contro l'Islam . Un po in ritardo che ne dite?
Lo Staff
"Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono" Al Hajj Malik al Shabbaz aka Malcolm X
mercoledì 3 luglio 2013
martedì 2 luglio 2013
Dall'Egitto Morsi dice che non si dimetterà
Dall'Egitto Morsi dice che non si dimetterà
03/07/2013
Scene di giubilo in piazza Tahrir del Cairo con elicotteri che sorvolavano su enormi bandiere egiziane che ornavano la piazza, tra fuochi d'artificio e canti. dopo che il presidente egiziano, Mohamed Morsi, ha detto che non si dimetterà, come richiesto dai milioni di manifestanti, che sono scesi in piazza per sostenerlo, ed ha promesso che proteggerà la sua "legittimità costituzionale" con la sua stessa vita.
Rivolgendosi alla nazione in un discorso effettuato in diretta dalla televisione di stato Martedì sera, Morsi ha accusato i fedelissimi del suo predecessore Hosni Mubarak di cavalcare l'attuale ondata di proteste per rovesciare il suo regime.
"Non vi è alcun sostituto per la legittimità", ha detto Morsi, che ha ricevuto un ultimatum da parte dei militari, a causa delle sue divergenze con l'opposizione.
All'ultimatum dell'esercito fa eco anche quello di Barack Obama, il quale ha esortato il presidente Mohamed Morsi a rispondere alle manifestazioni di massa da parte dell'opposizione, e ha concluso dicendo che la crisi politica potrà risolversi solo con i "colloqui".
Morsi ha insistito sulla sua "legittimità costituzionale" dal suo account Twitter, poco prima, di apparire in tv, ha dichiarato di respingere qualsiasi direttiva, sia che provenga dall'interno che dall'esterno dei confini egiziani, invitando l’esercito a ritirare l’ultimatum di 48 ore lanciato lunedì, come risposta alla richiesta delle sue dimissioni.
L'esercito ha annunciato che, se Morsi e l'opposizione non troveranno un accordo, imporrà una roadmap politica con la quale risolvere la questione, attraverso lo scioglimento del parlamento controllato dalla fratellanza e la sospensione della costituzione.
Il presidente Egiziano Morsi ha risposto dichiarando che il 46% quindi quasi i 2/3 del popolo egiziano ha detto "si" a questa costituzione, quindi abbiamo "la leggittimità" per governare con una costituzione che è stata approvata dal suo popolo, ed è su questo che noi lavoriamo. Questa leggittimità, se rispettata, garantirà a tutti noi che non vi siano lotte o scontri tra noi con spargimento di sangue.
Lo Staff
03/07/2013
Scene di giubilo in piazza Tahrir del Cairo con elicotteri che sorvolavano su enormi bandiere egiziane che ornavano la piazza, tra fuochi d'artificio e canti. dopo che il presidente egiziano, Mohamed Morsi, ha detto che non si dimetterà, come richiesto dai milioni di manifestanti, che sono scesi in piazza per sostenerlo, ed ha promesso che proteggerà la sua "legittimità costituzionale" con la sua stessa vita.
Rivolgendosi alla nazione in un discorso effettuato in diretta dalla televisione di stato Martedì sera, Morsi ha accusato i fedelissimi del suo predecessore Hosni Mubarak di cavalcare l'attuale ondata di proteste per rovesciare il suo regime.
"Non vi è alcun sostituto per la legittimità", ha detto Morsi, che ha ricevuto un ultimatum da parte dei militari, a causa delle sue divergenze con l'opposizione.
All'ultimatum dell'esercito fa eco anche quello di Barack Obama, il quale ha esortato il presidente Mohamed Morsi a rispondere alle manifestazioni di massa da parte dell'opposizione, e ha concluso dicendo che la crisi politica potrà risolversi solo con i "colloqui".
Morsi ha insistito sulla sua "legittimità costituzionale" dal suo account Twitter, poco prima, di apparire in tv, ha dichiarato di respingere qualsiasi direttiva, sia che provenga dall'interno che dall'esterno dei confini egiziani, invitando l’esercito a ritirare l’ultimatum di 48 ore lanciato lunedì, come risposta alla richiesta delle sue dimissioni.
L'esercito ha annunciato che, se Morsi e l'opposizione non troveranno un accordo, imporrà una roadmap politica con la quale risolvere la questione, attraverso lo scioglimento del parlamento controllato dalla fratellanza e la sospensione della costituzione.
Il presidente Egiziano Morsi ha risposto dichiarando che il 46% quindi quasi i 2/3 del popolo egiziano ha detto "si" a questa costituzione, quindi abbiamo "la leggittimità" per governare con una costituzione che è stata approvata dal suo popolo, ed è su questo che noi lavoriamo. Questa leggittimità, se rispettata, garantirà a tutti noi che non vi siano lotte o scontri tra noi con spargimento di sangue.
Lo Staff
Manifestazione pro-Morsi anche in Italia
03/07/2013
La tensione continua in Egitto. Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Abdel Fattah al-Sisi, ha lanciato Lunedi 1 luglio un ultimatum di 48 ore al presidente egiziano Morsi, affinchè vengano soddisfatte le "richieste della gente" . Torna dunque in Egitto lo spettro di un possibile ritorno dei militari al potere.
Questi annunci non hanno comunque indebolito la volontà del presidente Mohamed Morsi, che Martedì 2 luglio ha respinto l'ultimatum da parte dell'esercito.
Il membro dei Fratelli Musulmani, e anche primo presidente Egiziano, eletto democraticamente nel giugno 2012, e che non è mai stato tra le fila dell'esercito, sostiene che proseguirà nel suo impegno per "portare il paese verso una riconciliazione nazionale globale."
L'opinione pubblica araba e musulmana che aveva scommesso sul cambiamento a seguito della rivoluzione del 25 gennaio in Egitto, che ha sradicato il regime autoritario e corrotto di Mubarak adesso trattiene il respiro.
Come in ogni grande crisi, gli elementi di politica interna ed estera, interferiscono in modo complesso nella crisi egiziana. I media ormai specializzati nella disinformazione, parlano di "rivoluzione nella rivoluzione" e fanno di tutto per nascondere questa interferenza, che invece potrebbe spiegare le vere motivazioni degli attori sociali e politici.
I sostenitori del Presidente Morsi si sono riuniti, al Cairo, in un raduno organizzato "per" sostenere il Presidente eletto legalmente.
Il Ministero della sanità egiziano, ha dichiarato che diverse sono state le vittime a causa degli scontri e che il più alto numero di morti si è verificato intorno al quartier generale della Fratellanza musulmana nel quartiere Moqattam , nella zona orientale del Cairo, quando alcuni teppisti e violenti contestatori hanno attaccato l'edificio, utilizzando munizioni e bottiglie Molotov.
Otto persone sono state uccise presso la sede della fratellanza, ha detto il Ministero della salute.
I 'Manifestanti' hanno preso d'assalto l'edificio per la prima volta lunedì, saccheggiandolo prima e poi incendiandolo.
Ekmeleddin Ihsanoglu, segretario generale dell'organizzazione per la cooperazione islamica (OCI), ha detto a Trend News Agency lunedì 1° luglio che gli egiziani dovrebbero sforzarsi per una transizione democratica con mezzi pacifici.
Ha anche esortato tutte le parti a lavorare insieme al fine di rafforzare la pace, la sicurezza e la stabilità del paese e mantenere i propri interessi nazionali sopra tutte le altre considerazioni.
Una Manifestazione pro-Morsi si terrà anche in Italia domani 3 luglio alle ore 19.00 davanti al consolato egiziano in via Timavo 17. I fratelli sono tutti invitati a partecipare
Lo Staff
Ramadan 2013: L'Adhan sarà trasmesso su Channel 4
Ramadan 2013: L'Adhan sarà trasmesso su Channel 4
03/07/2013
Per la prima volta in Gran Bretagna. L'emittente pubblica britannica Channel 4 ha annunciato Martedì 2 luglio, che trasmetterà l'invito alla preghiera quotidiana (Adhan) durante il mese di Ramadan a partire da Martedì 9 luglio.
Circa 2,7 milioni di musulmani vivono nel Regno Unito e il numero dei credenti nell'Islam è in crescita, ha sostenuto Ralph Lee, capo della programmazione del canale. "Dopo i tragici fatti di Woolwich e la successiva rappresaglia contro i musulmani britannici, non è mai stato più urgente, dare voce alla maggioranza moderata. E non bisogna dimenticare che l'Islam è una delle poche religioni che prospera e cresce nel Regno Unito. E il target di Channel 4, e dei suoi seguaci sono giovani " ha spiegato.
"Quasi il 5% del paese prenderà parte al Ramadan questo mese, possiamo dire lo stesso di altri eventi nazionali che hanno una grande copertura televisiva, come l'anniversario della incoronazione della regina? "Egli ha detto in un'intervista a Radio Times Magazine TV. Lui non ha paura delle critiche. "Ma noi siamo qui per questo, per dare voce a coloro che sono sotto-rappresentati", ha detto Ralph Lee.
Ibrahim Mogra, Segretario generale del Consiglio musulmano della Gran Bretagna (MCB), ha accolto con favore la decisione. "Sono fiducioso che i musulmani saranno molto felici e orgogliosi di ascoltare la chiamata alla preghiera in onda su un canale pubblico. Questo rappresenta per noi anche il riconoscimento ufficiale che l'Islam e i musulmani sono parte integrante della moderna Gran Bretagna ", ha detto.
"Dato che la BBC spende centinaia di ore all'anno dedicate esclusivamente al cristianesimo, senza quasi nessun riferimento alle religioni minoritarie, e con soli pochissimi minuti spesi per parlare di Islam, la scelta non sembra irragionevole, " ha risposto Terry Sanderson, presidente dell'organizzazione in difesa della laicità, National Secular Society, che tuttavia vede questo annuncio come una" trovata pubblicitaria ".
Comunque sia, trovata pubblicitaria o meno, l'iniziativa è stato ben accolta dai musulmani in Gran Bretagna.
Lo Staff
03/07/2013
Per la prima volta in Gran Bretagna. L'emittente pubblica britannica Channel 4 ha annunciato Martedì 2 luglio, che trasmetterà l'invito alla preghiera quotidiana (Adhan) durante il mese di Ramadan a partire da Martedì 9 luglio.
Circa 2,7 milioni di musulmani vivono nel Regno Unito e il numero dei credenti nell'Islam è in crescita, ha sostenuto Ralph Lee, capo della programmazione del canale. "Dopo i tragici fatti di Woolwich e la successiva rappresaglia contro i musulmani britannici, non è mai stato più urgente, dare voce alla maggioranza moderata. E non bisogna dimenticare che l'Islam è una delle poche religioni che prospera e cresce nel Regno Unito. E il target di Channel 4, e dei suoi seguaci sono giovani " ha spiegato.
"Quasi il 5% del paese prenderà parte al Ramadan questo mese, possiamo dire lo stesso di altri eventi nazionali che hanno una grande copertura televisiva, come l'anniversario della incoronazione della regina? "Egli ha detto in un'intervista a Radio Times Magazine TV. Lui non ha paura delle critiche. "Ma noi siamo qui per questo, per dare voce a coloro che sono sotto-rappresentati", ha detto Ralph Lee.
Ibrahim Mogra, Segretario generale del Consiglio musulmano della Gran Bretagna (MCB), ha accolto con favore la decisione. "Sono fiducioso che i musulmani saranno molto felici e orgogliosi di ascoltare la chiamata alla preghiera in onda su un canale pubblico. Questo rappresenta per noi anche il riconoscimento ufficiale che l'Islam e i musulmani sono parte integrante della moderna Gran Bretagna ", ha detto.
"Dato che la BBC spende centinaia di ore all'anno dedicate esclusivamente al cristianesimo, senza quasi nessun riferimento alle religioni minoritarie, e con soli pochissimi minuti spesi per parlare di Islam, la scelta non sembra irragionevole, " ha risposto Terry Sanderson, presidente dell'organizzazione in difesa della laicità, National Secular Society, che tuttavia vede questo annuncio come una" trovata pubblicitaria ".
Comunque sia, trovata pubblicitaria o meno, l'iniziativa è stato ben accolta dai musulmani in Gran Bretagna.
Lo Staff
Indonesia: Una moschea distrutta e diversi bambini morti a causa di un terremoto
Indonesia: Una moschea distrutta e diversi bambini morti a causa di un terremoto
03/07/2013
Un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito la provincia indonesiana di Aceh, nella grande isola di Sumatra, Martedì, 2 luglio. Sei bambini sono rimasti uccisi nel crollo di una moschea. Altri quattordici sono tuttora intrappolate nelle macerie.
Tutti i bambini stavano partecipato ad un corso di lettura del Corano nel momento in cui si è verificato il terremoto.
La ricerca tra le rovine della moschea continua, ha detto il capo dell'agenzia di gestione delle catastrofi regionali, Subhan Sahara.
"Mi auguro che si possa trovare qualcuno in vita, ma le probabilità sono molto scarse", ha detto il funzionario.
Il numero di vittime del terremoto è attualmente fermo a 11 persone.
Lo Staff
03/07/2013
Un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito la provincia indonesiana di Aceh, nella grande isola di Sumatra, Martedì, 2 luglio. Sei bambini sono rimasti uccisi nel crollo di una moschea. Altri quattordici sono tuttora intrappolate nelle macerie.
Tutti i bambini stavano partecipato ad un corso di lettura del Corano nel momento in cui si è verificato il terremoto.
La ricerca tra le rovine della moschea continua, ha detto il capo dell'agenzia di gestione delle catastrofi regionali, Subhan Sahara.
"Mi auguro che si possa trovare qualcuno in vita, ma le probabilità sono molto scarse", ha detto il funzionario.
Il numero di vittime del terremoto è attualmente fermo a 11 persone.
Lo Staff
Birmania: una manifestazione in sostegno dei Rohingya a Parigi
Birmania: una manifestazione in sostegno dei Rohingya a Parigi
03/07/2013
Il gruppo (HAMEB) ha organizzato Sabato, 6 luglio una protesta a Parigi contro il massacro dei musulmani in Birmania, in particolare la minoranza musulmana Rohingya che vivono principalmente nello Stato di Arakan.
La partenza si farà da Barbès - Rochechouart nel 18 ° arrondissement di Parigi, alle 14:30 fino al centro di Parigi,a Chatelet.
Lo scorso aprire, nel primo evento tenutosi a Parigi, hanno partecipato quasi 200 persone. Da allora la situazione ha continuato a peggiorare per la minoranza musulmana in Birmania, che rappresenta il 4% della popolazione. Il gruppo intende dire "no al silenzio che circonda questo flagrante diniego di informazioni", in occasione della visita ufficiale nel mese di luglio del presidente birmano Thein Sein in Francia.
Decine di personalità hanno firmato una petizione che denuncia il silenzio politico della comunità internazionale di fronte alla politica di apartheid e di pulizia etnica che sta avvenendo in Birmania, l'appello invita il governo francese a intervenire per "porre immediatamente fine alle violazioni dei diritti umani" in questo paesi asiatico.
L'appello ad oggi ha ricevuto più di 1.200 firme.
Lo Staff
03/07/2013
Il gruppo (HAMEB) ha organizzato Sabato, 6 luglio una protesta a Parigi contro il massacro dei musulmani in Birmania, in particolare la minoranza musulmana Rohingya che vivono principalmente nello Stato di Arakan.
La partenza si farà da Barbès - Rochechouart nel 18 ° arrondissement di Parigi, alle 14:30 fino al centro di Parigi,a Chatelet.
Lo scorso aprire, nel primo evento tenutosi a Parigi, hanno partecipato quasi 200 persone. Da allora la situazione ha continuato a peggiorare per la minoranza musulmana in Birmania, che rappresenta il 4% della popolazione. Il gruppo intende dire "no al silenzio che circonda questo flagrante diniego di informazioni", in occasione della visita ufficiale nel mese di luglio del presidente birmano Thein Sein in Francia.
Decine di personalità hanno firmato una petizione che denuncia il silenzio politico della comunità internazionale di fronte alla politica di apartheid e di pulizia etnica che sta avvenendo in Birmania, l'appello invita il governo francese a intervenire per "porre immediatamente fine alle violazioni dei diritti umani" in questo paesi asiatico.
L'appello ad oggi ha ricevuto più di 1.200 firme.
Lo Staff
Marine Le Pen, ufficialmente senza immunità
Marine Le Pen, ufficialmente senza immunità
03/07/2013
Il Parlamento europeo ha approvato Martedì 2 luglio, la sospensione dell'immunità parlamentare di Marine Le Pen. Il presidente del Fronte Nazionale, anche parlamentare europeo può ora essere perseguita legalmente per "incitamento alla discriminazione, la violenza e l'odio nei confronti di un gruppo di persone a causa della loro religione", dopo il suo intervento nel 2010 nel quale paragonò la preghiera islamica in strada all'occupazione nazista.
Lungi dallo smantellamento, Marine Le Pen ha ripetuto le stesse parole , affermando "il primo Lunedi nel mese di luglio. "Andrò davanti alla testa tribunale penale per spiegare che il nostro paese ha bisogno di persone che dicono la verità." ha detto.
Il Collettivo contro l'islamofobia in Francia, che aveva presentato una denuncia contro il presidente del FN, ha accolto con favore la decisione del Parlamento europeo. "Noi siamo più determinati che mai, a denunciare quelli che vorrebbero fomentare odio e stigmatizzare le minoranze "ha riferito l'associazione in un comunicato.
Lo Staff
03/07/2013
Il Parlamento europeo ha approvato Martedì 2 luglio, la sospensione dell'immunità parlamentare di Marine Le Pen. Il presidente del Fronte Nazionale, anche parlamentare europeo può ora essere perseguita legalmente per "incitamento alla discriminazione, la violenza e l'odio nei confronti di un gruppo di persone a causa della loro religione", dopo il suo intervento nel 2010 nel quale paragonò la preghiera islamica in strada all'occupazione nazista.
Lungi dallo smantellamento, Marine Le Pen ha ripetuto le stesse parole , affermando "il primo Lunedi nel mese di luglio. "Andrò davanti alla testa tribunale penale per spiegare che il nostro paese ha bisogno di persone che dicono la verità." ha detto.
Il Collettivo contro l'islamofobia in Francia, che aveva presentato una denuncia contro il presidente del FN, ha accolto con favore la decisione del Parlamento europeo. "Noi siamo più determinati che mai, a denunciare quelli che vorrebbero fomentare odio e stigmatizzare le minoranze "ha riferito l'associazione in un comunicato.
Lo Staff
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